Il Team Ineos in allenamento

Tour de France 2020, quel tridente di Ineos e Jumbo-Visma e l’arduo compito di designare un capitano

Due galli in un pollaio non possono stare. Figuriamoci se sono tre. Lo scenario che si prospetta al prossimo Tour de France, la cui partenza è stata riprogrammata per il 29 agosto, è a dir poco intrigante.

Il team Ineos, alla seconda stagione dopo esser subentrata a Sky, si presenterà al via della Grande Boucle con ben tre capitani: Chris Froome, Geraint Thomas, Egan Bernal. Nell’ordine, gli ultimi tre vincitori della corsa a tappe più importante al mondo. O, se preferite, dal più “vecchio” al più giovane. Ma anche alla Jumbo-Visma non scherzano. Anche in questo caso, trattasi di tridente annunciato in pompa magna: Tom Dumoulin, maglia rosa al Giro 2017 e secondo al Tour di due anni fa prima del maledetto 2019; Primoz Roglic, reduce da un 2019 scintillante, 3° al Giro e 1° alla Vuelta; e Steven Kruijswijk, regolarista per eccellenza, 3° l’anno scorso in Francia e che un grande Giro l’ha solo sfiorato, nel 2016, prima di mandare in frantumi i sogni e una costola sulle strade innevate del Colle dell’Agnello.

Steven Kruijswijk, 3° al Tour del 2019.

Due squadroni che non si faranno sfuggire la gestione della corsa e il grande ritmo sulle montagne. Ok, e poi? Chi sarà il vero capitano? I comunicati ufficiali recitano la prassi: “Sarà la strada a decidere le gerarchie”. Probabilmente sarà così. O forse, no. Dato che ad esempio, Bernal, il detentore della maglia gialla sui Campi Elisi, bel caratterino, ha già lasciato trasparire le sue perplessità sul triumvirato e intendere che non cederà così facilmente lo scettro. Da un “non so come gestiremo la situazione, è facile dire che non ci saranno problemi” dichiarato questo inverno a un più incisivo “non mi sacrificherò per Thomas e Froome se sarò al 100%”. E nelle ultime ore, è arrivata anche un’altra dichiarazione al pepe di Froome, rilasciata a Sky Sport: Un laconico “Anche io non ho capito bene come faremo…”.

Egan Bernal in maglia gialla al Tour 2019.

Se tutti andranno forte, ci sarà davvero da stropicciarsi gli occhi nel vedere questi tre campioni alle prese con la fatica e con l’eventuale ragion di Stato. Se scatta uno, gli altri due come reagiranno, chi chiediamo già da diverse settimane. Non vorremmo essere nei panni di Brailsford, che dall’ammiraglia (e sì, la radiolina purtroppo ha il suo peso) dovrà dosare perfettamente il guinzaglio. O forse vorremmo esserci, perché con tre di quel calibro, il Tour al 99% lo riporti a casa. E tutti (lo sponsor) contenti.

Che poi, gli Ineos/ex Sky, non sono proprio dei principianti al riguardo. Negli ultimi anni si sono trovati in situazioni simili, a gestirne almeno due di punte, potendo contare sugli organici più forti che ne hanno fatto l’assoluta potenza economica e tecnica dell’ultimo decennio.

Geraint Thomas vincitore del Tour nel 2018.
Geraint Thomas ha vinto il Tour nel 2018. L’anno scorso è salito sul 2° gradino del podio.

E non sempre è filato tutto liscio: come alla Vuelta 2011, quando il duo Wiggins-Froome non fu proprio impeccabile nella gestione della gara e lasciò il trionfo a Cobo, poi squalificato per doping e scippato della vittoria, che è stata attribuita a posteriori allo stesso Froome.

Da lì in avanti (eccetto il 2014 di Nibali) solo trionfi in terra transalpina. E pace a imbarazzi e lotte intestine vere o presunte. Wiggins davanti a Froome nel 2012, gli assoli di quest’ultimo (nel 2017 Landa arrivò 4° ma la leadership di Chris non fu mai in discussione). La gestione è divenuta più complessa nell’ultimo biennio. Con i progressi di Thomas e l’arrivo di Bernal…

Nel 2018, Thomas fu decisamente più brillante del keniano bianco, reduce dagli sforzi del Giro e dall’impresa compiuta sul Colle delle Finestre. Poi un anno fa, è toccato a Bernal dimostrare di essere più forte in salita e di passare davanti a Thomas.

Tom Dumuolin è passato alla Jumbo-Visma dopo gli anni alla Sunweb

Anche in casa Jumbo la convivenza tra numeri uno non sarà un’assoluta novità, anche se la storia non racconta di certo le stesse gesta del team britannico.

Nel 2018, Roglic e Kruijswijk arrivarono 4° e 5°: non fu il caso di ostacolarsi, entrambi cercarono di restare il più a galla possibile contro lo strapotere degli Sky. In quel Tour, fu 2° Dumoulin, vestiva i colori della Sunweb. Ecco, se l’olandese torna quello del 2017, anche qui ci sarà da divertirsi. Kruijswijk, per curriculum e caratteristiche, fa meno paura. Ma tra il vero Dumoulin e il Roglic del 2019 è davvero difficile scegliere, considerando che entrambi volano a cronometro.

Dumuolin in maglia rosa al Giro d'Italia 2017
Tom Dumoulin trionfatore del Giro nel 2017.

Nel recente passato, oltre a Sky, è stata la Movistar a schierare sempre almeno un paio di frecce pericolose sulle strade del Tour, raccogliendo però solo un paio di posti sul podio: quasi sempre di mezzo c’erano Valverde e Quintana. Il primo spesso alle spalle dell’altro, che si è andato via via appassendo e adesso cerca l’ultimo acuto con i colori del Team Arkea-Samsic. L’anno scorso c’era anche Landa (ora alla Bahrain targata Mc-Laren) per un tridente che raccolse soltanto un 6°, 8° e 9° posto.

Team Jumbo Visma in allenamento ad Alicante

E’ chiaro che un conto sono le previsioni a bocce ferme, un conto lo sviluppo di una corsa di tre settimane: nel ’97 Bijarne Riis, da campione in carica, fu spodestato dall’imponente ascesa del compagno di squadra Jan Ullrich e, fortemente provato, finì per passare alla storia per il lancio della bicicletta dopo ripetuti problemi meccanici nella crono finale a Disneyland-Paris. Al Giro, abbiamo visto Pantani fare da gregario a Garzelli nel 2000 e Cunego sottrarre da sotto al naso la corsa rosa del 2004 a Simoni, con il colpo di mano sul Passo Furcia.

Quest’anno, a stabilire una prima gerarchia potrebbe pensarci il brevissimo “pre-campionato” dei corridori. Che torneranno a pedalare sul serio dal 1° agosto e avranno modo di testarsi solo al Delfinato in versione ridotta, con cinque tappe a cavallo del ferragosto. Poi tutti a Nizza, per l’inedito e tardivo Tour dei terzetti e di fine estate tutto da gustare.

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